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La composizione fotografica

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LA REGOLA DEI TERZI

La regola dei terzi discende dall’antica sezione aurea, che stabiliva le proporzioni ideali della composizione in un’immagine. Questo rapporto aureo tracciava linee ideali che dividevano l’immagine in tre parti orizzontali e verticali, e queste linee suddividono l’immagine secondo la “regola dei terzi”, molto utilizzata per la composizione di un’inquadratura fotografica o televisiva.

Le proporzioni fotografiche ideali sono infatti 1/3 e 2/3. Questo perché, se voi inquadraste il soggetto esattamente al centro, otterreste una simmetria piuttosto ovvia e prevedibile, statica e di scarso interesse. Per aumentare il dinamismo di un’immagine, è meglio porre il soggetto in corrispondenza di un terzo del mirino.
Le linee ideali nelle quali abbiamo diviso l’inquadratura si incontrano in 4 punti al centro, e sono questi 4 punti i centri di forza dell’immagine. L’occhio viene naturalmente attratto da questi punti, ed è quindi importante porre in loro corrispondenza gli elementi dominanti dell’immagine, e i dettagli maggiormente significativi del soggetto. Se voi poneste in quei punti dei particolari inutili, questo diminuirebbe l’immediatezza di lettura dell’immagine.
Inoltre, è stato dimostrato scientificamente che guardiamo tutti ad un’immagine nello stesso modo, determinato dalla cultura locale. In Occidente, l’occhio legge un’immagine dall’alto verso il basso e da sinistra a destra, secondo uno schema detto “a Z”. Questa scansione da sinistra a destra spiega perché un’immagine orizzontale ci appaia più rilassante alla lettura, ed una verticale più impegnativa.

 

 

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L’occhio viene attratto da zone precise dell’immagine, siano essi i centri di forza o l’esatto centro, ma l’occhio può essere attratto anche dalle zone contenenti forme di dimensioni maggiori o oggetti posti in primo piano.

Nei safari fotografici per evitare che la profondità di campo si trasformi in un errore, la cosa migliore è mantenere il punto di messa a fuoco negli occhi del soggetto o, se non è di fronte, nell’occhio più vicino al nostro obiettivo.
E’ sempre bene evitare inquadrature dall’alto, preferendo quelle all’altezza del soggetto. Evitare anche le “spalle”, ma cercare lo sguardo del soggetto, possibilmente lasciando più spazio davanti al suo sguardo, che dietro.

 

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In una fotografia lasciare spazio al movimento del soggetto è una delle cose più importanti nella composizione creativa. Questo spazio viene applicato ai soggetti a destra, sinista, alto o basso, a seconda della direzione verso cui stanno procedendo. Se il soggetto si muove da destra verso sinistra dovrò lasciare più spazio verso sinistra e meno verso destra, così da sbilanciare l’immagine e proporre al “lettore” il senso di direzione. Anche la posizione degli occhi è importante, esistono situazioni intermedie in cui, dove la direzione dello sguardo del soggetto decide dove lasciare “l’aria”, cosi si chiama lo spazio lasciato libero. Bisogna verificare sempre la direzione di visione e la posizione del soggetto, se questo rimane sulla destra e guarda a destra non otteniamo un’immagine bilanciata, risulterebbe invece corretto posizionare il soggetto a sinistra. Succede che il soggetto guardi in direzione contraria al movimento, in questi casi, risulta comunque corretto dar spazio verso la direzione di visione e non quella di movimento. Ricordiamoci sempre che dobbiamo evitare che il soggetto sia troppo vicino ai bordi dell’immagine, sbilancerà troppo la composizione rendendola difficilmente leggibile.

 

SFONDO – SOGGETTO

È in genere conveniente impiegare sfondi non troppo appariscenti né caricati che possano distrarre l’attenzione dal soggetto. Si possono, quindi, distinguere  tre principali elementi:

-elemento netto: l’intera immagine è sfocata e vi è un soggetto netto ben inciso e definito.

-elemento brillante: se l’immagine è scura, tranne uno soggetto luminoso.

-elemento colorato: se l’immagine è in bianco e nero o monocromatica e vi è un soggetto con un colore saturo.

 

LINEE GUIDA

E’ certo utile inserire nell’inquadratura delle linee diagonali che indirizzano il nostro sguardo verso il soggetto principale della foto. Queste linee oltre a condurre lo sguardo, catturano l’attenzione, ci portano verso il soggetto; meglio ancora se queste linee partono da sinistra e vanno a destra.
Collocare un soggetto alla fine di una diagonale che parte dall’angolo inferiore sinistro e va a quello superiore destro darà una sensazione più “stressante” (salita) di una che invece parta da quello superiore sinistro e si diriga all’inferiore desto, che renderà invece una sensazione più serena e tranquillizzante.

 

L’ORIENTAMENTO DELLE FOTO

 

ORIZZONTALE

È il genere di inquadratura che più si avvicina alla visione umana; esplora lo spazio da sinistra a destra e consente una migliore impugnatura della fotocamera. Viene di solito preferita per paesaggi, scene in campo lungo e gruppi di persone.
L’orientamento orizzontale caratterizza l’immagina con una sensazione di stabilità e profondità.

VERTICALE

L’occhio esamina l’immagine dall’alto verso il basso e viene preferito per riprendere persone, ritratti o azioni che avvengano in senso verticale. Questo tipo di orientamento suggerisce una sensazione di maggior prossimità e dinamismo all’immagine.